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Data / Ora
Date(s) - 06/05/2018
18:0020:00

Location
GAM Galleria d'Arte Modena

Programma

ATTENZIONE:
IL CONCERTO è STATO SPOSTATO PRESSO LA
GAM GALLERIA ARTE MODERNA DI MILANO
ALLE ORE 18.00

Ingresso gratuito con prenotazione inviando una mail a
de@divertimentoensemble.it

György Ligeti
Fünf Stücke per pianoforte a quattro mani (1942-1951)
Musica Ricercata (1951-1953)
Études pour piano primo libro (1985)
Études pour piano secondo libro (1988-1994)
Études pour piano terzo libro (1995-2001)
Due Capricci (1948)

Pianisti selezionati dal Call for Young Performers


Scarica e stampa il programma di sala del concerto: progr 08_6mag

Dopo aver affrontato la produzione pianistica di Karlheinz Stockhausen (nel 2015) e di György Kurtág (nel 2017), Maria Grazia Bellocchio dedica quest’anno la sua masterclass alla produzione per pianoforte di György Ligeti.  I tre libri di Études pour piano occupano una posizione di grande rilievo nella produzione dell’ultimo periodo compositivo di Ligeti; come per altri compositori in passato (si pensi ad esempio all’ultimo Beethoven o all’ultimo Liszt), il pianoforte diviene lo strumento privilegiato a cui dedicarsi negli ultimi anni di vita: una sorta di mini-laboratorio sempre a portata di mano, in cui sperimentare nuove soluzioni di linguaggio.
Negli studi confluiscono suggestioni di provenienza assai diversa: la poliritmia delle tribù dell’Africa centrale, Claude Debussy, Bill Evans, Conlon Nancarrow, la geometria frattale di Benoît Mandelbrot, Thelonious Monk, le illusioni ottiche di Maurits Cornelis Escher. Questi elementi e altri ancora interagiscono, creano nuove immagini e vengono trasformati dal personalissimo artigianato del compositore in oggetti multiformi e sorprendenti.
Così descrive György Ligeti il suo approccio alla scrittura pianistica: “Metto le mie dieci dita sulla tastiera e immagino la musica. Le mie dita copiano questa immagine mentale mentre premo i tasti, ma questa copia è molto inesatta: un feedback nasce tra l’idea e l’esecuzione tattile e si ripete circolarmente molte volte, arricchito da schizzi provvisori: una ruota di mulino gira tra il mio orecchio interno, le mie dita e i segni sulla carta. Il risultato suona completamente diverso dalle mie prime immagini: la realtà anatomica delle mie mani e la configurazione della tastiera del pianoforte hanno trasformato le mie costruzioni immaginarie. Inoltre, tutti i dettagli della musica che ne risulta devono corrispondere in modo coerente, gli ingranaggi devono funzionare perfettamente. I criteri sono solo in parte determinati nella mia immaginazione; in una certa misura si trovano nella natura stessa del pianoforte, e io devo sentirli con la mia mano”.

 

In collaborazione con Ulysses Network


 

 

 

 

 

 

 


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