Kurtág 100! Con i Solisti di Divertimento Ensemble

György Kurtág (1926)
Kafka-Fragmente op. 24 (1985-1987)
Lorenzo Gorli, violino
Beatrice Binda, soprano
Ciclo vocale tra i più straordinari del secondo Novecento, fondato su una raffinatissima arte del frammento e una modalità di composizione che si potrebbe definire “a mosaico”, i Kafka-Fragmente di Kurtág sono una vera sfida per l’interpretazione.
Soprano e violino agiscono come due voci di un’unica, lacerata coscienza in un viaggio di poco meno di un’ora, la cui intensità è inversamente proporzionale all’economia dei mezzi impiegati e pone in rilievo assoluto l’impasto esistenziale di umori diversi, la rappresentazione di un caleidoscopio di paesaggi emotivi.
La scrittura compositiva di Kurtág è ferocemente sintetica, rigorosa, lucidamente espressiva, spesso descrittiva: pur facendo ricorso a un linguaggio astratto, ne attenua l’effetto di indecifrabilità per l’ascoltatore grazie alla “teatralizzazione” insita nella sua scrittura. Nei Kafka Fragmente tale linguaggio risulta adatto a esprimere il contenuto angoscioso dei testi: dissonanza, esasperazione degli intervalli, irregolarità ritmica, sono elementi compositivi che aderiscono a pennello a una poetica di tipo descrittivo.

