Rondò in Monferrato 2025 - Joe Howson al pianoforte

TipologiaConcerto
LocationMoncalvo, Teatro Comunale
Data & orario2 settembre 202521:00
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Kaikhosru Shapurji Sorabji (1892-1988)
Da
100 Studi trascendentali (1940-1944): n. 20, “Con fantasia”

Fryderyk Chopin (1810-1849)
Berceuse in re bemolle maggiore op. 57 (1843-1844)

Francis Poulenc (1899-1963)
Les soirées de Nazelles (1930-1936)
Préambule
Variations:
I. Le comble de la distinction
II. Le cœur sur la main
III. La désinvolture et la discrétion
VII. Le goût du malheur
VIII. L'alerte vieillesse
Cadence
Final

Frederic Rzewski (1938-2021), De profundis (1992), su testo adattato da Oscar Wilde

Joe Howson, pianoforte

Tra virtuosismo e originalità si snoda il programma che Joe Howson ha scelto di interpretare per Rondò in Monferrato. Lo apre una pagina raffinata e misteriosa: è “Con fantasia”, ventesimo Studio trascendentale di Sorabji tratto dalla raccolta di cento pezzi del genere che, nella loro originalità, rappresentano vera e propria summa del vasto universo pianistico del compositore.

Originale anche la Berceuse di Chopin: «nella brevità delle sue proporzioni realizza un'intensità e una concentrazione espressiva veramente incredibili. La sua struttura è elementare e tuttavia sfuggente: un tema semplicissimo, sottoposto a una serie di variazioni […] nella mano destra; nella sinistra, una formula di accompagnamento fra le più consuete (su un cullante ritmo in 6/8, come appunto si conviene a una ninnananna) ripetuta senza alcuna modifica dalla prima all'ultima misura della composizione» (Daniele Spini).

Altrettanto originali Les soirées de Nazelles di Francis Poulenc: variazioni per pianoforte raccontano delle serate, in cui il compositore, seduto al pianoforte, improvvisava “ritratti” dei suoi amici, a partire da un tema dato.

Infine il De profundis con cui Rzewcki mette in musica l’angoscia e il senso di solitudine che si prova in una cella e che, ogni tanto, pur liberi sperimentiamo anche noi. Il lavoro, a partire da una lettera scritta da Oscar Wilde, durante gli ultimi mesi della sua prigionia, al compagno Alfred Douglas, richiede al pianista non soltanto di recitarne il testo, ma anche di emettere una serie di suoni, grugniti, urla e fischi.